Kuijken, Baricco e i fondi alla cultura

Apprendiamo che a causa dei tagli finanziari operati dal Governo olandese, per mano del proprio Ministro della cultura, la Petite Bande di Kuijken rischia di non poter continuare i suoi progetti. Sicuramente gli olandesi non avranno letto l’articolo di Alessandro Baricco comparso sul quotidiano "La Repubblica" di martedi 24 febbraio 2009, ci mancherebbe altro, ma la soluzione di tagliare i fondi pubblici alla cultura contribuisce, al di la di quel che ne pensa Baricco, a privare il mondo di quel poco di bello, di intelligente e di colto che è rimasto.

Ci sono voluti mille anni a riportare il mondo occidentale a quegli splendori artistici e culturali, che furono dei greci prima e dei romani poi. Sono occorsi energia, spirito, capacità, idee e denaro per farlo, elementi che ormai noi italiani non abbiamo più, per costruire un neo-rinascimento.

Abbiamo Berlusconi e le sue televisioni commerciali, che ci bombardano di pubblicità inframmezzata da trasmissioni demenziali, politici inetti che pensano unicamente a conservare il potere e la poltrona, banche che estorcono denaro che poi non sanno investire, manager incapaci di costruire e gestire qualunque impresa, allegri e disinvolti finanzieri che muovono denaro senza produrre nulla.

E’ questo che abbiamo prodotto ed è questa la realtà con la quale dobbiamo misurarci. Figuriamoci se costoro mettono mano alla cultura cosa viene fuori. Ma la cosa più importante da ricordare è che la cultura non produce ricchezza diretta, non quella che hanno in mente costoro, per cui da questo punto di vista possiamo dormire sonni tranquilli. Meno per quanto invece attiene al settore pubblico. Se mancherà questo sostegno allora sarà veramente la fine, perderemo Kuijken e ci resterà Baricco.

Silvano Santandrea

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