Kairos: occasione e utopia

"Kairos" in greco significa "l’occasione giusta al momento giusto", oppure "cogliere il buono proprio nel momento in cui accade", è una parola complessa che unisce fatti e tempi. Scelta come nome per una casa discografica che nasce alle soglie del duemila assume un significato molto preciso, che va oltre il costume diffuso di battezzare dei progetti moderni con parole antiche. Leggiamo nella presentazione del catalogo Kairos che "il momento, per quanto bello sia, non rimane… non si può permettere che sfugga incontrollato, inutilizzato. Kairos aspira a restituire la musica contemporanea al mondo d’oggi". Inutile dire di quanto ci sia bisogno, in questo momento, di documentare la contemporaneità, e principalmente di documentarla nella musica non solo perché nella sua essenza è insito il perdersi, il dissolversi dopo l’essere accaduta, ma anche perché la sua voce pare oggi soverchiata dall’omologazione e dal disimpegno.

Chi vive in Italia conosce le difficoltà che non solo la musica contemporanea, ma tutta la musica del Novecento, trova nel momento della diffusione e della divulgazione. C’è ancora chi ha il coraggio di mettere in discussione il valore storico ed artistico della Scuola di Vienna perché non la capisce, e si sforza di convincere se stesso e gli altri di aver ragione, trovando spazio nei più importanti quotidiani italiani. Ben venga allora una proposta come quella della casa discografica austriaca che, già nel suo primo anno di vita, offre una scelta quanto mai articolata e organica. Scorrendo i titoli e i nomi degli autori presenti nel catalogo si può vedere come un po’ tutte le generazioni dei musicisti post-weberniani siano rappresentate. E sono ormai quattro generazioni: Luigi Nono, Giacinto Scelsi e Morton Feldman la cui parabola compositiva e la cui vita si è consumata interamente entro il XX secolo. Helmut Lachenmann e Hans Zender, nati negli anni trenta, presenti nel catalogo con opere molto recenti. Molto spazio è dato alla generazione nata tra gli anni quaranta e i cinquanta, con Peter Eötvös, Wolfgang Rihm, Salvatore Sciarrino e Beat Furrer. In particolare ben quattro CD sono dedicati a Rihm, il compositore tedesco oggi forse più apprezzato e prolifico. La generazione dei giovani e giovanissimi, Matthias Pintscher non ha ancora trent’anni, è rappresentata da musicisti di origine e formazione diversa che non può che incuriosire chiunque abbia il desiderio di confrontarsi con quanto accade ai nostri giorni.

Le scelte appaiono assai organiche e tuttaltro che casuali. I giovani compositori rappresentati hanno alle spalle le esperienze dei grandi festival tedeschi e austriaci, e hanno completato la propria formazione tra Francia, Germania e Austria, attingendo alle aree di ricerca musicale più autorevoli. Si avverte dunque l’intento sia di documentare il presente che di fornire, attraverso le opere di autori che potremmo già definire "storici", gli strumenti per comprenderlo. Ciò che stupisce piacevolmente è che finalmente troviamo un’etichetta con una linea artistica molto precisa e quasi dichiarata, certamente radicale e, almeno per ora, non troppo propensa a concedersi alle mode. Per questa ragione riteniamo che debba essere seguita con attenzione a cominciare dalla prossima uscita che sarà La lontananza nostalgica utopica futura di Luigi Nono con Melise Mellinger al violino e la regia sonora di Salvatore Sciarrino, dedicatario dell’opera: un giusto tributo a Nono a dieci anni dalla sua scomparsa che interpretiamo come un piccolo atto di volontà da parte dei responsabili della Kairos di assecondare le istanze care al compositore veneziano e di portarle, con un pizzico di utopia, nel campo della moderna discografia.

Anche la qualità delle incisioni merita particolare attenzione. Si tratta infatti di registrazioni molto curate e dal suono naturale, ma assai diverse tra loro, come se ogni pubblicazione fosse una storia a sé, con il suono che ciascun brano richiede, per nulla standardizzato. Tutti i CD hanno invece una confezione simile con la copertina di cartone nero rigido, ciascuna con un disegno diverso del medesimo autore, Jakob Gasteiger. Le note di copertina, curate ed esaurienti e, per fortuna, in tre lingue, non si possono staccare dall’involucro, cosicché il CD assomiglia a un piccolo libro, ed in fondo i potenziali fruitori delle incisioni della Kairos sono probabilmente abituati a considerare il CD come un libro, come qualcosa di non effimero, che resta con il proprio contenuto di verità.

È evidente che l’intendimento principale di questa casa discografica, che definiamo volentieri "utopica", non è tanto il mercato, quanto la ricerca e la testimonianza del nuovo, del moderno. Questa linea sembra però accordarsi con le esigenze più genuine del pubblico della musica contemporanea, per lo meno quello più consapevole, che è in continua evoluzione e richiede sempre di più completezza e serietà, ed è forse anche un po’ stanco di esperimenti, contaminazioni e baracconate spesso contrabbandate come "musica d’avanguardia". E forse potrà anche succedere che, a fronte di operazioni intelligenti, come riteniamo sia questa, quella che al momento è solo una piccola élite possa finalmente cominciare ad ampliarsi.

La redazione

Associazione culturale Orfeo nella rete
http://www.orfeonellarete.it/
info@orfeonellarete.it
Designed by www.soluzioniweb-bologna.it