Franco Calabrese. Un grande artista a 10 anni dalla scomparsa

Sono passati dieci anni dalla scomparsa del grande cantante Franco Calabrese (Palermo 1923 – Lucca 1992), uno dei più apprezzati bassi buffi, interprete di un vasto repertorio che va dalla musica settecentesca a quella del primo Novecento. In Novembre verrà ricordato, sia a Lucca, dove viveva e dove insegnava Arte scenica all’Istituto di Alta Cultura Musicale "Luigi Boccherini", sia a Pisa e in altre Città, con concerti-testimonianza (anche con proiezioni di video storici e una piccola mostra), a cura dell’Associazione Musicale Contemporanea. Anni fa, nel 1997, un libro, significativamente intitolato Franco Calabrese, un artista vero (edito da Maria Pacini Fazzi di Lucca), ne ripercorreva la straordinaria carriera. Aveva debuttato giovanissimo nel 1940, con L’Elisir d’amore, iniziando subito a lavorare con De Sabata al Teatro alla Scala, con il quale realizza le prime tournées mondiali e i primi programmi televisivi dedicati all’Opera. Partecipa ai maggiori festival internazionali sotto la direzione dei più importanti Maestri dell’epoca: von Karajan, Berstein, Guarnieri, Gui, Sanzogno, Bhoem, Giulini, Maazel, Schippers, Bartoletti e altri. Con loro ha interpretato i personaggi di Opere di Cimarosa, Mozart, Rossini, Cherubini, Donizetti fino a Puccini, gli Autori veristi e i compositori del Novecento, come Malipiero, Dallapiccola, Savinio, Rota, Menotti, Chailly ecc., realizzando diverse prime assolute, lavorando con registi di fama mondiale, da De Filippo a Strehler, da Visconti a Zeffirelli, collaborando con i maggiori cantanti: Callas, Tebaldi, Oliviero, Sciutti, Freni, Berganza, Caballé, Di Stefano, Del Monaco, Gobbi, Bruscantini, Panerai, Krauss… Hanno scritto su di lui letterati, musicologi, critici musicali quali Montale, Gavazzeni, Confalonieri, Abbiati, Mila e molti altri. Dal 1974 all’89 è stato docente presso l’Istituto Musicale di Lucca, insegnando anche in Corsi di perfezionamento. È stato nelle Giurie di numerosi concorsi. Insomma un percorso artistico veramente eccezionale, documentato da una ricca discografia e videografia, recentemente la RAI ha riversato in CD vecchie registrazioni che raccomandiamo caldamente. Da segnalarne alcune che hanno fatto davvero la storia del canto, come quella del Pelléas et Mélisande diretta da Karajan (per la Cetra), o quella de Il Turco in Italia con la Callas (EMI), o ancora Le nozze di Figaro dirette da Gui con Bruscantini e la Sciutti (EMI), Manon Lescaut diretta da Serafin con la Callas (EMI), le due Bohème, la prima (Cetra) diretta da Karajan e la seconda (Arkadia) da Schippers e molto altro ancora, sempre tutto di altissima qualità. Da non perdere i video, perché Calabrese fu uno dei primi a realizzare il personaggio a tutto tondo sulla scena, con capacità mimiche sconosciute per l’epoca (Strehler lo voleva addirittura convincere a lasciare il melodramma per dedicarsi al teatro in prosa, intravedendo in lui le capacità del grande attore).

Renzo Cresti

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