RAMAZZOTTI Marinella

Luigi Nono

L’EPOS
2007
pp.310

La dialettica tra forma e contenuto non è solo una problematica centrale dell’arte ma anche della ricerca, della saggistica e della divulgazione. Così il volume su Luigi Nono di Marinella Ramazzotti, che apre una serie della casa editrice L’Epos dedicata ai compositori contemporanei, ha un’impostazione molto "noniana ", poiché il suo approccio di ampio respiro rispecchia la complessa poetica del maestro veneziano.

Il pensiero di Nono ha una forma ipertestuale poiché si può partire da uno degli aspetti della sua poetica e arrivare agli altri, anzi è, ad esempio, quasi impossibile affrontare la tematica dello spazio in Nono senza parlare della sua concezione teatrale o del rapporto fra testo e musica o del problema politico. Il libro della Ramazzotti ci propone dei cammini all’interno di questa poetica, poiché non segue un percorso cronologico, ma è strutturato secondo problematiche, da cui non emerge solo la figura del musicista, ma soprattutto quella dell’intellettuale che vive la sua "missione" di compositore come parte integrante della società e del dibattito politico e culturale. Così nel libro viene data molta importanza ai vari contesti che videro Nono come protagonista: come testimoniano molte lettere riportate, egli vive, commenta e reagisce agli avvenimenti che lo circondano. Un esempio è costituito dal complesso rapporto col Partito Comunista Italiano determinato anche dal contrasto tra il pensiero antidogmatico di Nono e la necessità di rimanere col partito per agire socialmente con la base. La profonda consapevolezza storica è ben presente nella sua opera che non diviene mai propagandistica, ma strumento di azione sociale. E parlare di storia significa anche guardare al modo in cui Nono venne recepito, cioè all’impatto sociale che ebbe la sua opera: in questo senso Ramazzotti dedica ampio spazio alla ricezione della produzione noniana, all’accoglienza da parte del pubblico di opere come Intolleranza 1960, al rapporto con la critica e con le istituzioni musicali italiane (l’appendice del volume riporta tre interviste e due lettere a Ungaretti, documenti inediti in cui emerge soprattutto l’opinione sull’ambiente musicale nel nostro Paese). Il taglio del libro sembra riflettere l’impostazione del pensiero di Nono, secondo il quale la coscienza trasforma i dati dell’esperienza e della memoria: infatti il lavoro mostra come questo modo di procedere fosse alla base del suo processo compositivo e analizza il modo in cui egli, ad esempio "manipolasse" i testi piegandoli alle sue finalità poetiche.

È interessante notare come il libro sia quasi completamente privo di analisi puramente musicali, ma ricco di riflessioni sulla poetica, sul rapporto musica-parola e su altri elementi capaci di rendere la complessità di questo pensiero musicale. Con lo stesso atteggiamento viene affrontato il periodo di Darmstadt e del serialismo integrale, in cui Nono privilegia, come è noto, la ricerca dell’espressività sul "feticcio del materiale". Si tratta di un atteggiamento sempre volto a non assumere posizione acritiche, ma a filtrare ogni esperienza attraverso la propria soggettività; musicalmente questa concezione si traduce, ad esempio, nell’idea di spazio: come la coscienza trasforma la memoria e l’esperienza, così lo spazio modifica i suoni. Questa concezione sviluppata compiutamente attraverso il Live electronics nelle opere degli anni Ottanta, era già presente nella produzione seriale del periodo di Darmstadt a sottolineare l’assoluta continuità del suo pensiero musicale: in linea con molte recenti ricerche sul compositore veneziano, Ramazzotti si oppone all’ipotesi di una svolta operata con Prometeo, che è visto non come punto di arrivo, ma come parte di un cammino aperto, dove si intrecciano le concezioni dello spazio, del tempo, del teatro, dell’elaborazione dei testi ed anche della politica, poiché Nono vedeva nel continuo cercare del Titano la classe operaia, cioè "un operaio internazionale, protagonista dei movimenti di liberazione" (p.122).

La comprensione di questo quadro assai complesso è facilitato dalla scorrevolezza della scrittura che non viene neppure ostacolata dalle numerose fonti inserite nel testo. Certo la scelta di procedere per tematiche e non in senso cronologico richiede la capacità di ricostruire sia il percorso artistico ed umano di Nono sia la comprensione delle singole composizione: sta al lettore tessere i fili e giungere ad una ricezione e ad un ascolto attivo come voleva il maestro veneziano.

Stefania Navacchia

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