VAN-KHE Tran

La musica del Viêt-Nam

RICORDI
2006
pp.188

Da più di un secolo l’etnomusicologia ha acquisito un rilievo sempre maggiore all’interno delle ricerche musicali, assumendo un ruolo di "scienza" ed influenzando molti compositori. Il festival torinese Settembre musica dedica da alcune edizioni uno spazio alle musiche "non occidentali" e, insieme alla casa editrice Ricordi, pubblica annualmente una monografia sull’argomento. Un esempio di questo interesse è la traduzione italiana di Musica del Viêt-Nam di Trân Van-Khê. Se in altre occasioni avevamo criticato una politica editoriale basata su traduzioni di testi stranieri, il valore di questa collana "Popoli & Musiche" risiede nel presentare lavori di ricercatori extraeuropei: non è più la cultura occidentale a "studiare" altre tradizioni, ma le varie civiltà narrano la loro storia, la loro leggende, la loro arte ed in questo caso la loro musica.

I fili del racconto di questo libro sono intrecciati, ma la lettura non risulta difficoltosa, poiché, anche solo sfogliando il volume, si percepisce la sua struttura ben delineata e quasi rigida: ai problemi di teoria seguono le questioni storiche e successivamente quelle relative agli strumenti ed ai generi musicali. Vi sono tuttavia tematiche che corrono lungo tutto il libro e costituiscono dei punti di vista attraverso cui guardare i vari argomenti: la geografia del paese, ad esempio, è una costante, poiché l’autore richiama più volte la differenza tra la tradizione del Nord e quella del Sud. Anche i riferimenti alla storia, presenti in quasi tutto il libro, non hanno solo un carattere "scientifico", poiché gli avvenimenti che nei secoli hanno segnato l’evoluzione del Viêt-Nam sono affiancati dalle leggende, come nel caso dell’origine di alcuni strumenti musicali.

Questo intreccio di argomenti conduce il lettore ad assumere sempre nuovi punti di osservazione e la ricerca etnomusicolgica non si limita più a soddisfare un effimero gusto per l’esotico, ma acquista un profondo valore etico. Sono interessanti gli studi che la musicologia vietnamita sta svolgendo sulla recezione della musica occidentale: ci sembra un modo per vedere noi stessi con gli occhi degli altri, anziché gli altri con i nostri occhi.

Stefania Navacchia

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