PIANA Roberto

Lao Silesu. Un Sardo a Parigi

DOCUMENTA EDIZIONI
2006
pp.196

È interessante rivolgere uno sguardo al mondo della piccola editoria per capire che tipo di ricerca è possibile fare su compositori poco conosciuti. L’occasione ci è data dalla pubblicazione di Leo Silesu. Un sardo a Parigi, di Roberto Piana edito da Documenta. Il volume è corredato da un cd in cui lo stesso Piana esegue musiche del compositore sardo

Il libro narra come Stanislao Silesu trovò fortuna nella capitale francese e nell’ambiente dei cafè chantant. Egli quindi si dedicò prevalentemente al repertorio leggero, con qualche incursione nella musica sinfonica, operistica e cameristica. Il volume descrive efficacemente il clima culturale parigino: la biografia di Silesu è molto sobria, priva di aneddotica, e puntata sull’intenzione di inserire il musicista in un ambiente frequentato da personaggi come Debussy, Manet e Zola. Molto chiare e ben documentate risultano anche le relazioni che il compositore ebbe con nomi importanti della cultura italiana dell’epoca come Enrico Caruso, Giacomo Puccini e Gabriele D’Annunzio. Questa rete di rapporti rende chiare le motivazioni che portarono Silesu a seguire la strada del cabaret, una via, secondo Piana, più difficile, ma più comprensibile e quindi più "attuale" rispetto a quella delle avanguardie. Non ci sentiamo di concordare con questa prospettiva che tiene conto solo dei gusti del pubblico e non delle esigenze storiche del materiale. Inoltre si può discutere sull’opportunità di recuperare un repertorio che per definizione è destinato all’intrattenimento e la cui funzione è circoscritta nello spazio e nel tempo.

Ci si può chiedere allora quale utilità possa avere una simile ricerca. Piana giustamente punta sulle origini sarde di Silesu e sulle relazione che per tutta la vita egli continuò ad avere con la sua terra: ben spiegato e documentato, ad esempio, è il rapporto con Grazia Deledda. Pertanto è facile ipotizzare che simili operazioni abbiano una fruizione locale e mirino a recuperare la storia del territorio. Anche la guida all'ascolto del cd allegato va compresa in questa direzione. Le spiegazioni sono semplici e chiare e rivolte ad un pubblico di appassionati che ha la curiosità di conoscere la storia di un sardo che a cavallo tra i due secolo ha cercato fortuna a Parigi. Crediamo che le ambizioni del libro non siano altre. In caso contrario sarebbe un grave errore storico.

Stefania Navacchia

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