PERGOLESI Giovanni Battista Stabat Mater, Salve Regina
VIVALDI Antonio Sinfonia RV 169 Al Santo Sepolcro
LOCATELLI Pietro Antonio Concerto a 4 Il pianto di Arianna
A. Prohaska, sop;
B. Fink, msop;
Akademie für alte Musik Berlin;
B. Forck, konzertmeister
Harmonia Mundi HMC
902072
1 CD
59'53''

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In occasione delle celebrazioni dedicate ai trecento anni dalla nascita di Giovanni Battista Pergolesi (1710-1736) la casa discografica francese harmonia mundi pubblica una nuova versione della sua opera più celebre, lo Stabat Mater. In un programma che sembra voler sintetizzare il meglio della musica italiana del primo settecento, si affiancano al capolavoro pergolesiano anche la magnifica Sinfonia Al Santo Sepolcro RV 169 di Antonio Vivaldi (1678-1741) e il Concerto a 4 Il Pianto d’ Arianna di Pietro Antonio Locatelli (1695-1764). Un’altra opera sacra di Pergolesi, la Salve Regina in do minore arricchisce i contenuti di questo compact, che merita già attenzione per la scelta efficace delle opere proposte in una alternanza che segue il filo del “sentimento”.

Due opere legate alla Passione di Cristo, la Sinfonia al Santo Sepolcro e lo Stabat Mater aprono e chiudono il compact disc, che vede impegnata l’Akademie für Alte Musik, con Anna Prohaska e Bernarda Fink. Sorprende ogni volta la pertinenza stilistica dimostrata dall’ensemble tedesco rispetto alla musica del settecento italiano, l’attenzione con cui interpretano opere di compositori diversi ricostruendo per ognuno una precisa identità. E stupisce anche come il rigore dell’interpretazione, mai piegata a compiacimenti sovrastrutturali, raggiunga punti così alti di compassione e commozione. Nel caso dello Stabat l’accompagnamento strumentale, fluido e leggero, mosso senza precipitazione, sostiene e anticipa il canto in modo ammirevole. Le brevi introduzioni orchestrali preparano il campo alle voci prefigurando i sentimenti, mentre le code chiudono ogni numero rafforzando, con l’intensità della musica, il senso delle parole. La ripartizione dei ruoli tra voci e strumenti è equa, con un forte accento sulla qualità musicale della composizione piuttosto che sui contenuti drammatici. In questo contesto il ruolo delle soliste, Anna Prohaska e Bernarda Fink, è vitale. Lontane da compiacimenti ed eccessi di coinvolgimenti emotivi, raggiungono vette di espressività lavorando sul senso delle parole, oltre che su linee di canto esemplari per efficacia e naturalezza. L’emissione facile e fluida, i timbri ben assortiti, le intenzioni coerenti, l’assenza di artifici retorici accentuano il senso del compianto. A nostro parere questa nuova lettura dello Stabat Mater si pone come un punto fermo nella lunga storia dell’interpretazione di quest’opera, la cui fama non sembra conoscere flessioni. Insieme classica e moderna, con tempi sostenuti senza essere incalzanti, chiara e definita nei contenuti musicali, non forza la tradizione ma sgombra il campo da incongruenze e forzature, fornendo una notevole prova di sensibilità interpretativa.

Daniela Goldoni

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