SHEPPARD John (c. 1515 – 1558)
Media Vita & other liturgical works
Stile Antico
HARMONIA MUNDI FRANCE
HMU 807509
1 CD
70' 16"

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John Sheppard è ancora oggi considerato un "minore" tra i musicisti inglesi dell’epoca Tudor. Solo in tempi recenti la sua produzione, tramandata a lungo in forma manoscritta e spesso frammentaria, è stata sottoposta ad un adeguato studio musicologico. Negli ultimi vent’anni diverse registrazioni (The Tallis Scholars e The Sixteen soprattutto) hanno ridato voce ad un compositore tra i più raffinati della sua generazione, capace di produrre pagine di indiscutibile qualità musicale.

Il programma di questa nuova realizzazione discografica mette a confronto brani per la liturgia cattolica risalenti al regno di Maria Tudor (ad eccezione del giovanile Te Deum, composto per Enrico VIII) con alcuni dei primi anthems in lingua inglese nati durante il regno del protestante Edoardo VI. La diversità stilistica delle due produzioni è evidente: i brani in lingua latina sono dotati di una complessa struttura contrappuntistica, orientata ad ottenere una tessitura armonica opulenta. Le composizioni vernacolari sono invece molto più lineari, il contrappunto è sorvegliato e una particolare attenzione è posta all’intelligibilità dei testi.

Tra questi primitivi anthems c’è forse quella che è la più bella delle composizioni di Sheppard in lingua inglese: si tratta della Lord’s Prayer (il Padre Nostro), un piccolo capolavoro di equilibrio, eleganza e profonda ispirazione che da solo meriterebbe l’acquisto del disco.

La colossale antifona Media vita gode già di una certa notorietà e viene qui presentata in tutta la sua drammatica e solenne intensità: la coscienza della fragilità dell’esistere umano trasfigurata in una sofferta invocazione della fede.

L’ensemble vocale Stile Antico dimostra ancora una volta il livello di eccellenza raggiunto dalle sue voci, in modo particolare nel repertorio polifonico inglese. Questi giovani interpreti hanno saputo unire alla precisione cristallina dei loro predecessori britannici una morbidezza e sensibilità timbrica che ne rende estremamente piacevole l’ascolto. Il loro modo di cantare restituisce colore e sfumature a pagine troppo spesso lette con freddo equilibrismo vocale. A tutto questo si unisce una registrazione che si attesta tra le migliori per questo genere di repertorio e una cura editoriale d’altri tempi. Aspetti non trascurabili nella produzione di un disco che, ancora una volta, fanno pieno onore all’etichetta Harmonia Mundi.

Daniele Fracassi

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