La Force et la Douceur
Musiche di Marin Marais e Jacques Gallot
Vittorio Ghielmi
Luca Pianca
PASSACAILLE
PAS 957
1 CD

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La force et la douceur, un’interessante incisione della casa discografica belga passacaille ci propone un punto di vista nuovo sull’opera di Marin Marais (1656-1728) per viola da gamba. Il duo composto da Vittorio Ghielmi (viola da gamba) e Luca Pianca (liuto e tiorba), protagonisti di questo compact disc, ha alle spalle, a dispetto della giovane età, una lunga storia di militanza nell’ambito della pratica degli strumenti originali, e di nuovi approcci interpretativi. Legati entrambi al Giardino Armonico, forse la punta più alta esistente oggi in Italia per quanto riguarda la musica barocca, hanno anche collaborato con i più importanti interpreti ed ensemble europei. Del Giardino Armonico hanno la sfrontatezza, il coraggio e la passione, che si riflette in una tensione continua, che dà senso a ogni più piccolo passaggio, ad ogni singola nota. L’ascolto è tenuto vivo anche a costo di apparenti "sgradevolezze" quali i glissandi esasperati, i portamenti le dissonanze esacerbate. Del resto questo compact è al di fuori di ogni regola: il programma non è assolutamente organico, le suite sono ricomposte secondo le scelte degli interpreti, che ci offrono, grazie al loro buon gusto, un programma di rara bellezza. Una ventina di brani tratti dai Pieces de violes, numerose danze, il famoso Tombeau pour Monsieur de Sainte-Colombe, accostati in modo anche inconsueto sono intervallati da alcuni piccoli pezzi per liuto di Jacques Gallot (1625-1690), compositore contemporaneo di Marais. E’ difficile non citare alcune tracce, particolarmente ammalianti, come la sarabande (tr.4) sensuale e disperata, o La Byscaienne e il Rondeau moitié Pincé, due danze scatenate messe a corredo del malinconico Tombaeu pour Sainte-Colombe, con effetto destabilizzante. Sconvolgente anche La Georgienne dite la Mauperty (tr.15), resa con l’inaudita potenza di un suono graffiante e tagliente. Certo, tra la forza e la dolcezza ci pare prevalga la forza. Del resto altri maestri della viola ne hanno evidenziato la dolcezza e la malinconia. Ghielmi suona quasi con violenza, e senza il sostegno altrettanto energico del liuto di Pianca non si avrebbe quell’equilibrio così eccentrico, eppure così accattivante che caratterizza questa interpretazione.

Daniela Goldoni

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