BACH Johann Sebastian
Concertos pour Clavecin
Bertrand Cuillier, clav.
Stradivaria
Daniel Cuillier
MIRARE
MIR 085
1 CD

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Da tempo non si assisteva alla pubblicazione di un compact disc dedicato esclusivamente ai concerti per clavicembalo di Johann Sebastian Bach, a prescindere dal lavoro sistematico su tutta la produzione concertistica bachiana in corso da tempo per Alpha da parte del Café Zimmermann, che peraltro unisce composizioni per strumenti diversi nell’ambito di ogni singolo cd.

Bach compose in anni diversi questi concerti, quasi tutti in origine scritti per strumenti differenti dal clavicembalo e a quest’ultimo successivamente adattati, spesso per essere eseguiti nel famoso caffè di Gottfried Zimmermann, luogo di eccellenza della vita musicale a Lipsia di cui Bach fu direttore per più di un decennio e nel quale frequentemente si esibiva assieme ai figli e alla moglie Anna Magdalena. Si ritiene che, a partire dai concerti per clavicembalo, Bach abbia fatto assurgere questo strumento ad un posto di primo piano nell’orchestra, staccandolo dal ruolo del continuo cui fino ad allora era destinato, e di fatto iniziandone la storia di protagonista e solista.

Bertrand Cuillier è un giovane clavicembalista di grande scuola (Pierre Hantaï e Christophe Rousset, tra gli altri), dotato di notevole personalità. Assieme all’ensemble di strumenti ad arco Stradivaria, che vede tra le sue fila al violoncello anche il grande Bruno Cocset, ci offre una lettura di raro equilibrio. La scelta dell’esecuzione in parti reali, ormai divenuta consueta, permette una perfetta distribuzione del suono, evidenziando con esattezza la timbrica e agevolando l’esposizione della struttura contrappuntistica che spicca con chiarezza. Tutti gli strumentisti affrontano le parti con energia e incisività, sostenendo con la nitidezza del fraseggio l’essenzialità dell’organico. Di fatto Stradivaria si presenta con una formazione cameristica, ottenendo però risultati più eclatanti di una orchestra tradizionale. I tempi, generalmente sostenuti, si allargano giustamente nei movimenti centrali, resi con dolcezza e serenità, mentre si fanno più incalzanti nelle danze, eseguite con senso del ritmo tutto francese. Cuillier suona un clavicembalo dal suono chiaro, copia moderna di Philippe Humeau da un originale francese della fine del Seicento. Il timbro fresco ben si addice al suo fraseggio, che dà conto di ogni nucleo musicale con compiutezza e si inserisce alla perfezione nel dialogo con gli archi di Stradivaria.

Daniela Goldoni

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