The celtic viol
Airs and dances by O'Carolan, Simon Fraser, Niel Gow, James Macpherson, William Marshall and Traditional Irish & Scottish
Jordi Savall, treble viols
Andrew Lawrence-King, Irish harp, psalterium
ALIA VOX
AVSA 9865
1 CD
75' 53"

Jordi Savall, oltre ad essere uno straordinario musicista, ha anche la vocazione del viaggiatore, dello storico e del geografo. I suoi dischi ci hanno spiegato il Mediterraneo molto meglio di tanti volumi di storia, rendendo l’evidenza degli intrecci di civiltà attraverso l’immediatezza della musica. Con questo compact, inciso in compagnia dell’arpista Andrew Lawrence-King, Savall si sposta nel Nord dell’Atlantico sull’onda della dichiarata ammirazione per i Chieftains e altri gruppi di musica tradizionale irlandese, cambiando mare, umore e clima. Ancora una volta non sbaglia niente, sembra che per tutta la vita non abbia fatto altro che suonare nelle feste di Irlanda, Scozia e Stati Uniti, paese che ereditò la musica da ballo celtica con gli immigrati, a partire dall’Ottocento. Savall e King, pur suonando benissimo, riescono a non apparire "colti" , entrando con estrema naturalezza in un mondo all’apparenza così lontano dalla loro storia; insomma, se suonassero per strada travestiti da buskers la passerebbero liscia, e senz’altro metterebbo assieme un bel gruzzolo. L a scelta dei brani, provenienti da epoche diverse, alterna danze veloci come reel, hornpipes e jigs a lente e struggenti ballate quali Chapel Keithack, The Lamentations of Owen Roe O'Neill, Lament for the Death of his Second Wife, creando atmosfere suggestive di rara bellezza. L’unico rammarico è che in alcuni brani (The Musical Priest; The Humours of Scariff; Dow'ds Reel; Gusty's Frolies; The Gander in the pratie hole) si avverte l’assenza nell’organico dei tappeti percussivi di Pablo Esteban.

E’ noto come le note di copertina che accompagnano i compact della Alia Vox siano tradotti in una quantità considerevole di lingue. Questa volta, in omaggio alla cultura celtica, abbiamo anche la versione in gaeilge, che è il gaelico irlandese, e il gàidhlig, quello scozzese. Savall riesce a trasformare in rispetto per le minoranze quello che, in contesti culturali diversi, può risultare un chiuso localismo. Di questi tempi, soprattutto in Italia in cui i richiami alla tradizione celtica hanno presentato risvolti di becera ignoranza, è una questione su cui riflettere.

Silvano Santandrea

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