BACH Johann Sebastian
Sonate per viola da gamba BWV 1027, 1028, 1029
Choralvorspiel BWV 659, 711, 649, 645
Trii BWV 528a, 583
Les Basses Réunies
Bruno Cocset, viole da gamba alla bastarda
Bertrand Cuiller, organo & clavicembalo
Richard Myron, contrabbasso
ALPHA
139
1 CD

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La ricerca sulle prassi esecutive su strumenti d'epoca, dagli anni '50 ad oggi, si è notevolmente sviluppata, tanto che gli strumentisti frequentano molto spesso archivi e biblioteche e scoprono in prima persona documenti e nuove testimonianze sulla costruzione degli strumenti e sulle tecniche di esecuzione. Tale ricerca è ovviamente inscindibile dal recupero degli strumenti stessi, siano essi autentici o copie di questi realizzate da esperti artigiani.

Sappiamo oggi che esisteva un'enorme varietà di strumenti e di molte composizioni non siamo ancora certi su cosa venissero eseguite. Esempio emblematico sono le Suite per violoncello di Bach che recentemente Sigiswald Kujiken ha registrato con un "violoncello da spalla" di cui si è conosciuta l'esistenza anche grazie a disegni e pitture di epoca barocca.

In questa registrazione è stato utilizzato uno strumento ricostruito in base ad una testimonianza visiva. Il violoncellista francese Bruno Cocset, uno dei più dotati strumentisti del nostro tempo, ha incaricato il liutaio Claude Riché di costruire una viola a 5 corde così come è raffigurata in un dipinto di Bartolomeo Bettera (riprodotto nell'elegante confezione del compact disc). Questo tipo di strumento fa parte di una famiglia di archi che ha ricevuto l’appellativo di "alla bastarda" per la loro capacità di passare attraverso vari registri, consentendo l'esecuzione di brani polifonici.

Possiamo ascoltare il nuovo strumento su trascrizioni di Corali e Trii per organo che, nel programma della registrazione, incorniciano le tre Sonate per viola da gamba. Il suono sontuoso dell’alto-Bettera, come è stata ribattezzata la nuova viola, è ricchissimo di sfumature timbriche e si adatta magnificamente alle trascrizioni incentrate sulla linea melodica del Corale che diventano di fatto movimenti di Sonate in Trio.

La successione dei brani fa sì che le prime due Sonate, eseguite con un tenor de violon, siano precedute da un Corale e siano seguite da un Trio. La terza Sonata, incisa con un grand basse de violon, è invece seguita dal famoso Corale figurato "Jesu, meine Freude" che chiude la registrazione: una disposizione dei brani concepita per rendere omaggio al gusto per la simmetria tipico di Bach e di tutta la sua epoca.

L'originalità del fraseggio di Cocset è rivolta ad evidenziare la "cantabilità" delle linee contrappuntistiche. L'interpretazione del violoncellista francese si potrebbe definire "sperimentale": la cifra virtuosistica con cui affronta l’esecuzione non è mai fine a se stessa, ed è rivolta ad una continua ricerca di effetti timbrici, a volte non curandosi affatto di alcune inevitabili imperfezioni tecniche.

L'estrema duttilità del violoncellista francese gli consente di cimentarsi su diversi strumenti e di offrire un'interpretazione del brano anche attraverso la scelta dello strumento. Questo modo di procedere diviene così un veicolo di ulteriore conoscenza e ci consente di osservare la stessa composizione sotto prospettive differenti: è questa la portata innovativa di tutta una nuova generazione di strumentisti.

Gianfranco Marangoni

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