BRAHMS Johannes:
Quartetti per archi op.51 n.1 e n.2
Quartetto per archi op.67 n.3
Quintetto con pianoforte op.34
Quarteto Casals
Claudio Martinez Mehnes, pianoforte
HARMONIA MUNDI FRANCE
HMI 987074.75
2 CD

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In un suo famoso articolo intitolato Brahms il progressivo, Arnold Schoenberg, analizza alcune composizioni del musicista amburghese, mettendone in luce le novità del pensiero musicale. Secondo Schoenberg, i procedimenti compositivi di Brahms si fondano sull'asimmetria della frase e su un materiale tematico ridotto a pochi intervalli essenziali. L'armonia si presenta ricca di dissonanze e modulazioni inaspettate, ma è soprattutto la forma ad essere dominata da una logica musicale stringente, dove il contrappunto svolge un ruolo fondamentale. La visione di un Brahms "conservatore" è dunque solo superficiale e scaturisce dalla volontà di conciliare le forme classiche con le moderne esigenze espressive. L'innovazione brahmsiana nasce invece dall'interno, dalla sostanza stessa del materiale musicale, dal ripensamento e dalla mutazione delle forme musicali preesistenti.

Alcuni esempi musicali presenti nell'articolo su cui si fondano le osservazioni di Schoenberg, sono tratti dai Quartetti per archi, la cui gestazione è stata assai lunga e meditata. Sappiamo che Brahms stesso ha distrutto parecchie sue opere non ritenute degne di divulgazione ed è quindi presumibile che il musicista si fosse già cimentato con questo genere di composizione. Nonostante la loro rilevanza nell'evoluzione di questo genere musicale, i Quartetti del compositore amburghese non hanno mai goduto di grande popolarità. Le ragioni di questa scarsa attenzione si possono intuire dal semplice ascolto: soprattutto la forma sfugge ad una immediata comprensione, talmente è essenziale e priva di ripetizioni; oltre a ciò le invenzioni melodiche appaiono contratte, quasi soffocate dal denso contrappunto. Inoltre i Quartetti di Brahms risultano poco "appetibili" anche dagli esecutori che, oltre a dover risolvere i problemi legati alle difficoltà tecniche, si devono impegnare a rendere intelleggibile la complessa architettura musicale.

Il giovane Quarteto Casals non va purtroppo al di là di una corretta esecuzione. Anziché mettere in luce le novità della scrittura brahmsiana, la lettura priva di mordente degli strumentisti spagnoli ci riporta ad atmosfere più intimiste, più legate ad un ambiente culturale Biedermeier. Il loro suono è caldo, ben definito, ma vi è una quasi totale mancanza di dinamica. Anche nel Quintetto con pianoforte op.34, dove potrebbero dare maggior sfogo all'esuberante vena melodica e alla struggente tragicità di questa composizione giovanile, il quartetto spagnolo si rivela assai trattenuto e privo ancora una volta della necessaria incisività.

Questa registrazione rappresenta un'occasione mancata per l'etichetta Harmonia Mundi France dalla quale, considerando i suoi grandi meriti nella diffusione e nella riscoperta del repertorio antico e barocco, ci si aspetterebbero proposte più innovative nei confronti della musica da camera dell'Ottocento. L'etichetta francese, nonostante la profonda crisi del settore discografico, è infatti una delle pochissime ad essere ancora molto prolifica e potrebbe contribuire in maniera determinante alla rivitalizzazione di questo repertorio.

Gianfranco Marangoni

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