BACH Johann Sebastian
Solo Cantatas BWV 35, 169, 170
Bernarda Fink, soprano
Freiburger Barockorchester
Petra Müllejans
HARMONIA MUNDI FRANCE
HMC 902016
1 CD
76’ 20"

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Tre cantate di Johann Sebastian Bach appartenenti alla terza annata di Lipsia (1726) costituiscono una piccola "integrale" oggetto di un interessante compact disc pubblicato da harmonia mundi. Quest’ultimo raccoglie infatti tre lavori che presentano caratteristiche comuni, tutte nuove all’interno della produzione bachiana di cantate da chiesa: l’organo come strumento obbligato, la presenza di un unico solista (contralto), l’assenza del coro, se non per un corale luterano che conclude la BWV 169 Gott soll allein mein Herze haben. Dopo i primi due cicli di Lipsia caratterizzati da ampi organici strumentali e corali, Bach compone così diverse cantate a organico ridotto. Alcune cantate del periodo inoltre utilizzano parodie di altre opere: è il caso della BWV35 Geist und Seele wird verwirret che riprende parti di un concerto per violino o per oboe (BWV 1059), perduto e in seguito ricostruito proprio sulla base di questa cantata, che tra l’altro presenta la particolarità di contenere due brani strumentali, il Concerto al n.1 e la Sinfonia al n. 5.

La presenza di un unico solista conferisce a queste opere "toni spiccatamente individuali e propone meditazioni formulate in prima persona" (A. Basso, Frau Musika, 1998). La struttura essenziale di queste cantate viene sfruttata da Petra Müllejans, a capo della Freiburger Barockorchester, come occasione per analizzare con chiarezza la scrittura musicale bachiana. La sua lettura, più che indugiare in ambiti riduttivi e intimistici, sembra volerne evidenziare con lucidità la perizia compositiva. La sua è una interpretazione razionale, giustamente distaccata, ma piena di energia e di tensione , stringata e reattiva. O almeno così ci è parsa. Bernarda Fink è la sua perfetta controparte. Prendiamo ad esempio la sontuosa aria che dà inizio a Vergnügte Ruh, beliebte Seenlust BWV 170: la Fink ne espone le frasi musicali ampie, luminose, maestose con l’autorità di interprete che la contraddistingue. La sua è una linea di canto ferrea, classica, essenziale che fa risplendere la bellezza regale della scrittura bachiana, coinvolgendo però più la mente che il cuore. Bernarda Fink è interprete "cerebrale", acuta, introspettiva, lontana da cedimenti sentimentali, perfetta per rendere il dualismo di una composizione musicale che è pura gioia intellettuale, benchè ancorata a testi ossessionati dal peccato e dal desiderio di espiazione, e renderne in modo magistrale l’effetto straniante.

Daniela Goldoni

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