RAMEAU Jean-Philippe (1683-1764)
Castor et Pollux
Les Talens Lyriques
Coro della Nederlands Opera
Direttore, Christophe Rousset
Regia, Pierre Audi
Coreografie, Amir Hossenpour
OPUS ARTE
OA 0999
2 DVD

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Télaïre, Anna Maria Panzarella
Phébé, Véronique Gens
Cléone, Judith van Wanroij
Castor, Finnur Bjarnason
Pollux, Henk Neven
Jupiter, Nicolas Testé
Gran sacerdote, Thomas Oliemans
Mercurio, Anders J. Dahlin

Castor et Pollux, terza opera (tragédie lyrique) di Jean Philippe Rameau giunta fino a noi, ci viene offerta in questo DVD Opus Arte, registrazione dal vivo di uno spettacolo avvenuto ad Amsterdam nel gennaio 2008 all’ Het Muziektheater.

Ogni messa in scena di opere di Rameu diventa una buona occasione per riflettere sul lavoro teatrale di questo grande maestro, grazie anche alle letture non convenzionali di registi e coreografi nostri contemporanei. Così, dopo una Platée pop, seguita da una versione dei Paladins in stile rock/break-dance, abbiamo adesso un Castor et Pollux in chiave atemporale, elaborata dal regista Pierre Audi per la Nederlandse Opera. Su una scena spoglia, monocroma e vagamente fantascientifica si muovono cantanti e ballerini in abiti plissettati, che ricordano le statue attiche, colorati nei toni del rosso, rosa, viola. Le parrucche intrecciate, uguali per tutti, accentuano i riferimenti all’iconografia arcaica. Ogni personaggio ha il suo doppio in un danzatore, idea non nuova ma che in questo caso si dimostra abbastanza efficace.

La vicenda di Castore e Polluce, basata su due coppie costituite dai mitici gemelli e dalle sorellastre Télaïre e Phoebe che si contendono l’amore di uno solo dei due, il mortale Castore, si sviluppa chiamando in causa dei, semidei e creature degli inferi, per concludersi con il trionfo all’amore fraterno. La messinscena ci è sembrata funzionale sia alla partitura che alla chiarezza della vicenda, evitando tutte le possibili trappole legate ai numerosi dualismi (bene-male, Giove-inferi, fratelli buoni-sorelle cattive, vita-morte) e alla conseguente esaltazione del doppio che manda in delirio tanti registi. Anche i danzatori, che pure agiscono in simbiosi con cantanti e coro, paiono più servire la musica che la storia. I movimenti a scatti, con maggiore enfasi sulle braccia, sembrano in diversi momenti "solidificare" la linea delle note musicali anziché illustrare lo scorrere della storia. In effetti la musica prevale su tutto. L’opera si sviluppa tutta nella buca dell’orchestra, tenuta saldamente in mano da Christoph Rousset e dai Talens Lyriques, che di Rameau sono magistrali interpreti. E’ il flusso della musica che genera la storia, non la musica che si modella sugli eventi. La grandezza della partitura di Rameau è esaltata dalla lettura di Rousset, perfetta nella sua astrazione, fondata sulla razionalità, staccata dai sentimenti. Rameau riversa in quest’opera una quantità di invenzioni musicali, utilizzo dei generi, varietà di situazioni, danze, cori, recitativi e declamati accompagnati da linee musicali in continua mutazione, duetti, terzetti in una profusione di pensiero veramente impressionante. E’ grande musica e grande teatro, per fortuna sempre più frequentato da ormai più di vent’anni.

La messinscena ci è parsa sobria, non prevaricante, complessivamente efficace. Una buona compagnia di canto ha contribuito con gusto e stile sia alla parte musicale che a quella scenica. Anna Maria Panzarella, la sorella buona Télaïre, ha intonato con intensità la magnifica aria di compianto per la morte (provvisoria) di Castore Tristes apprêts, mentre Veronique Gèns, la cattiva Phoebe, ha sostenuto con forza il quarto atto, evocatrice degli spiriti degli inferi. Polluce, Henk Neven, ci è parso più convincente di Castore, Finnur Bjarnson, in difficoltà soprattutto nel primo atto.

Il cofanetto contiene due DVD, con un interessante extra dedicato al lavoro di allestimento.

Daniela Goldoni

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